giovedì 12 marzo 2015

CONTRAZIONE PRESTITI

Secondo uno studio della Cgia di Mestre, un ufficio studi che pubblica ricerche a tema economico e sociale a intervalli regolari, partecipando a trasmissioni pubbliche e private, in Italia negli ultimi tempi, a fronte di una diminuzione di prestiti ai privati, sta aumentando il rischio usura.

Lo studio parla di circa 110 miliardi di euro 'non prestati' negli ultimi tre anni.
Tantissimi, se si pensa che l'Europa ha destinato all'Italia una grossa fetta di finanziamenti alle banche italiane per immettere liquiditá e far aumentare i consumi.
Le banche peró non prestano abbastanza, anzi, a fronte di un aumento di prestiti da Francoforte, il credito al consumo ha subito una contrazione molto forte.
Colpa dell'incertezza nella restituzione dei prestiti, lamentano le banche, giá colpite negli ultimi anni proprio dalla crescita dei crediti inesigibili.
Per colpa della crisi gli italiani chiedono prestiti, ma non sono poi in grado di restituire l'intera somma, causando forti danni al settore bancario.

L'Italia ha ricevuto dall'Europa circa 305 miliardi di euro di prestiti.
Una prima tranche di 116 mld nel 2011, 139 nel 2012 e 50 nel 2014.

Gli ultimi 50 avevano addirittura il vincolo di finanziare esclusivamente prestiti personali e finanziamenti alle imprese.
Nonostante i prestiti siano leggermente aumentati negli ultimi mesi del 2014, ci si chiede dove sono finiti questi soldi e perché le banche, nonostante il vincolo, non abbiano aumentato le erogazioni del credito al consumo.

L'Italia dovrebbe ricevere ancora circa 150 miliardi di euro di fondi, tutti da impiegare nell'obiettivo di ridare liquidità al nostro sistema economico.
Sara cosí?
I dati della Cgia di Mestre dicono che la contrazione dei prestiti  è stata del 7,4% negli ultimi tre anni, corrispondente appunto a ben 110 mld di euro.
Cosa porterá il futuro?
In attesa degli effetti del cosiddetto Quantitative Easing, la Cgia si dice preoccupata per i cittadini italiani.
Se le banche italiane non erogano prestiti personali e finanziamenti alle imprese, e nello stesso tempo la domanda di prestiti da parte degli italiani continua ad aumentare, dove mai gli italiani prenderanno il denaro per i loro investimenti?
Si spera che la risposta non sia, come sembra pensarla la Cgia, da fonti non legali.