giovedì 2 aprile 2015

ACCORDO CONTRATTO BANCARI

Intesa siglata a notte fonda fra l'ABI, ossia l'Associazione Banche Italiane, e le varie sigle sindacali.

Accordo Contratto Bancari
Accordo Contratto Bancari
L'accordo sul rinnovo del contratto dei bancari c'é e non potrá essere modificato.
Vediamo i punti principali dell'accordo:

1) tutela dell'occupazione e misure a favore dei contratti dedicati ai giovani. E' stato siglato un significativo aumento del livello retributivo di inserimento professionale e sono state confermate le misure di finanziamento del Fondo dedicato per l'occupazione fino al 2018.
Verrá inoltre costituita una piattaforma informatica per far sí che domanda e offerta di lavoro si incrocino e per favorire la ricollocazione del personale in mobilitá.

2) sono state semplificate le norme per l'inquadramento. Entro la fine del prossimo anno verrá varato un nuovo sistema di classificazione del personale, al fine di riassettare, riorganizzare e rendere piú produttivi i vari comparti.

3) incremendo medio dello stipendio di circa 85 euro in tre anni, al fine di mantenere il potere di acquisto dei lavoratori.

Dopo un anno e mezzo e un numero indefinito di riunioni e fumate nere, finalmente sembra che il nodo contratto sia stato finalmente sciolto.
L'Abi si dice soddisfatta e parla di 'un risultato importante e di una risposta adeguata a conciliare gli interessi di carattere professionale ed occupazionale dei lavoratori con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane di fronte ad un contesto macroeconomico che sta pesando e peserà nel lungo periodo sui livelli di redditività, sulla qualità degli attivi e sui margini di ricavo'.
Quello bancario era uno dei pochi settori che era rimasto invariato da anni e faticava a trovare compromessi tra la razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi delle strutture distributive e i problemi dei lavoratori.

L'accordo arriva in un periodo difficile per le banche italiane in quanto la questione 'bad bank' e 'quantitative easing'sta dividendo e portando ad importanti interrogativi.
La ricerca di una soluzione per lo smaltimento delle sofferenze, ossia di tutti i titoli tossici e difficilmente esigibili, sta infatti infuocando il dibattito europeo.
E' possibile alleggerire e depurare le banche dai titoli spazzatura raccolti negli ultimi anni, senza peggiorare ulteriormente la posizione dei cittadini italiani che saranno alla fin fine i compratori ultimi di quegli stessi titoli?